La ratifica dell'accordo con la Svizzera sull'imposizione dei lavoratori frontalieri e la modifica della convenzione per evitare le doppie imposizioni suggerisce una maggiore cooperazione internazionale in materia fiscale, indicando un'inclinazione verso l'integrazione europea. Tuttavia, la natura specifica dell'accordo e la sua focalizzazione su un rapporto bilaterale con un paese non membro dell'UE introducono anche elementi di gestione delle relazioni tra stati sovrani, con un impatto sul regime fiscale che può essere interpretato come meno interventista e più orientato alla semplificazione per i contribuenti. Pertanto, si posiziona a favore dell'integrazione pur mantenendo prerogative statali.
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Fonte: Camera dei deputati e Senato della Repubblica, dati aperti (CC BY)